{"id":1435,"date":"2012-10-06T09:57:19","date_gmt":"2012-10-06T09:57:19","guid":{"rendered":"http:\/\/paolofurlani.com\/?p=1435"},"modified":"2014-12-19T00:12:26","modified_gmt":"2014-12-19T00:12:26","slug":"il-vestito-nuovo-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/paolofurlani.com\/en\/il-vestito-nuovo-a-venezia\/","title":{"rendered":"Il vestito nuovo&#8230; a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/paolofurlani.com\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/DSC00168.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/paolofurlani.com\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/DSC00168-300x168.jpg\" alt=\"\" title=\"DSC00168\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1208\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sabato 20 ottobre<\/strong> (ore 17) al Conservatorio di musica &#8220;B. Marcello&#8221; di Venezia andr\u00e0 in scena<br \/>\n&#8220;<strong><a href=\"https:\/\/paolofurlani.com\/?p=714&#038;lang=it\">Il vestito nuovo dell&#8217;imperatore<\/a><\/strong>&#8220;, opera da camera per ragazzi, in due quadri<!--more--><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<address>Come e perch\u00e9 cucire un Vestito nuovo&#8230; in musica<\/address>\n<p><\/strong><br \/>\n<em>intervista a Paolo Furlani, il compositore<\/em><\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata quest\u2019opera?<\/strong><br \/>\nAvevo \u201cmesso gli occhi\u201d su questo testo nel lontano 2003 quando la Scuola di musica di Fiesole aveva organizzato un concorso per la composizione di opere suonate e cantate da ragazzi (studenti di quella Scuola), per festeggiare i 30 anni dalla sua fondazione.<br \/>\nPoi non partecipai a quel concorso e non scrissi l\u2019opera, ma quando Cristina Ferrari, Direttore Artistico del teatro Carlo Felice di Genova, mi chiese nell\u2019aprile 2008 di comporre un\u2019opera che prevedesse la partecipazione in scena di molti ragazzi del Coro di voci bianche del teatro genovese, mi ricordai di questo testo. La grandezza di Rodari \u00e8 proprio quella di aver sceneggiato la favola di Andersen, inventando molti piccoli ruoli, che possono essere facilmente recitati (o cantati) da ragazzi. L\u2019opera \u00e8 andata in scena a Savona nell\u2019ottobre 2009 e a Genova, al Teatro della Tosse, nel gennaio 2010.<\/p>\n<p><strong>Ci sono state altre edizione dell\u2019opera?<\/strong><br \/>\nNel maggio 2010 l\u2019opera \u00e8 stata allestita al Bupyeong Art Center di Incheon, una citt\u00e0 vicino a Seoul, in Corea del Sud. La produzione era dedicata principalmente alle famiglie: per facilitarne la comprensione il libretto \u00e8 stato tradotto dalla regista Cecilia Song-A. Per me \u00e8 stata una formidabile esperienza!<br \/>\nEd \u00e8 stato un enorme piacere, ritrovare Cecilia Song-A anche a Venezia in veste di regista: lei \u00e8 una studentessa del Conservatorio, un segno di continuit\u00e0 che lega la Corea alla mia citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato qualche adattamento per questa edizione dell\u2019opera?<\/strong><br \/>\nLa realizzazione del 2010 prevedeva solo 3 cantanti adulti e 12 ruoli affidati ai solisti del Coro di voci bianche. Questa \u00e8 stata anche la prima ipotesi proposta da Vanni Vianello e Diana D\u2019Alessio dei Piccoli Cantori Veneziani al m\u00b0 Contiero, direttore del Conservatorio di Venezia. Il progetto \u00e8 stato ritenuto dai docenti di canto (coordinati dal m\u00b0 Stefano Gibellato) del Conservatorio estremamente interessante per gli allievi e quindi insieme si \u00e8 convenuto di affidare agli studenti molti ruoli che prima erano assegnati ai ragazzi del coro, in questo modo il ruolo del Conservatorio di Venezia \u00e8 stato determinante anche dal punto di vista formativo.<br \/>\nIl \u201cBenedetto Marcello\u201d \u00e8 il Conservatorio nel quale anche io mi sono formato: vedere allestita nella Sala dei concerti una mia opera \u00e8 una grande gioia e insieme una restituzione ad altri giovani di quel che mi venne dato, dai miei maestri.<\/p>\n<p><strong>Come hai lavorato per approntare il libretto?<\/strong><br \/>\nIl libretto dell\u2019opera \u00e8 esattamente il testo di Rodari. \u00c8 un testo in prosa (mentre i libretti sono tradizionalmente in rima e hanno versi con quantit\u00e0 versali differenti per ogni sezione), ma questo non mi dispiace: la variet\u00e0 della distribuzione degli accenti della prosa mi sollecita a inventare una musica meno \u201cquadrata\u201d, meno \u201cclassica\u201d, perch\u00e9 meno legata ad un metro stabilito. Non so se Gianni Rodari avrebbe accettato una trasformazione in opera lirica del suo testo. Egli amava e conosceva molto bene la musica classica. Mi illudo di pensare che il mio lavoro gli sarebbe piaciuto. In ogni caso ho concordato con la moglie di Rodari il massimo rispetto di ci\u00f2 che egli aveva scritto. Come si pu\u00f2 vedere dal libretto allegato (\t) ho indicato nella Legenda \u2013 ed evidenziato con colori diversi \u2013 i vari tipi di intervento sul testo: mi sono limitato alla definizione o alla sostituzione di un personaggio, rispetto alla distribuzione di Rodari (soprattutto laddove egli indica un generico \u201cCortigiani\u201d); ho segnato anche tutte le ripetizioni di testo (un procedimento usuale nell\u2019opera, per favorire la comprensione delle parole cantate) e le minime aggiunte di onomatopee e didascalie, volte a chiarire il movimento in scena.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata la musica?<\/strong><br \/>\nLa musica vuole essere semplice, chiara, essendo destinata a dei ragazzi, sia come pubblico che come esecutori. Spero proprio che, alle orecchie di chi ascolta, possa essere chiaro il procedimento di combinazione degli intervalli, che parte solamente da 4 note, continuamente mescolate tra di loro. Mi auguro che questo possa essere \u201cdidattico\u201d: che insegni ad ascoltare la variet\u00e0 di combinazioni dei suoni, come avviene molto spesso nella musica classica. \u00c8 una capacit\u00e0 di ascolto che stiamo un po\u2019 perdendo, penso alla musica leggera di oggi, che si limita a melodie fatte di pochissime note, ripetute sempre uguali.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 hai scelto questo testo di Rodari?<\/strong><br \/>\nQuesto testo viene spesso recitato a scuola, perch\u00e9 ha molti personaggi \u2013 e quindi si possono coinvolgere molti ragazzi \u2013 e perch\u00e9 racconta una fiaba con una morale forte, sempre valida, molto condivisibile. Si dice spesso la frase \u201cil Re \u00e8 nudo\u201d, proprio perch\u00e9 la fiaba di Andersen si \u00e8 scolpita nella memoria di tutti. Eppure Rodari ha aggiunto qualche cosa di molto importante: quando i Tessitori stanno ultimando il loro \u201clavoro\u201d, il Re manda il Ciambellano ad informarsi. \u00c8 questa la prima persona a trovarsi di fronte all\u2019imbroglio: i Tessitori magnificano il vestito, ma il Ciambellano non vede nulla. Non sa decidersi: non pu\u00f2 dire la verit\u00e0, \u00e8 roso dal dubbio. La svolta arriva quando si presenta il Cortigiano, anche egli mandato dal Re. A quel punto non sono pi\u00f9 i Tessitori a portare avanti la truffa: il Ciambellano \u2013 per non fare brutta figura davanti al collega \u2013 ripete le stesse parole con cui i Tessitori lo hanno imbrogliato, cio\u00e8 diventa&#8230; complice!<br \/>\n\u00c8 tutta qui la questione: pu\u00f2 sembrar facile dire \u201cil Re \u00e8 nudo\u201d, ma \u00e8 molto difficile non essere \u201ccortigiani\u201d, \u00e8 difficile mantenere la propria libert\u00e0 di pensiero e di critica, non diventare complici degli imbroglioni e dei truffatori, soprattutto quando questi sembrano \u201cfurbi\u201d o \u201camici\u201d.<\/p>\n<p><em>Nella foto a fianco l&#8217;allestimento dell&#8217;opera al Bupyeong Art Center di Incheon, in Corea del Sud, del maggio 2010.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 20 ottobre (ore 17) al Conservatorio di musica &#8220;B. 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